mercoledì 22 novembre 2017

Nuova Repubblica: miscellanea di reazioni, commenti e feticismi - Parte seconda.

Sempre in attesa della recensione di MUDD, che arriverà presumibilmente nel pomeriggio.

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Raffica maniaco-ossessivo-feticistica di considerazioni a caldo mandati via Whatsapp da Frank al Feticista Supremo:

Non c'è traccia di vignette

Serra torna tra i commenti e lettere prosciugate

La cultura riprende la grafica di Robinson

Bella la doppia pagina con il planisfero dal mondo, con brevi pezzi firmati su episodi rilevanti

Programmi tv inalterati

Giornale che stenteremo a riconoscere

La app Rep sembra interessante. Però...Preparate La carta di credito, ha concluso l'intervento Massimo Russo

Vado a caricare lo smartphone

Ah, c'è il distico prima dei pezzi (foto), come Repubblica delle origini

Per il resto ti potrò far sapere a pomeriggio avanzato, però avendo potuto fare lo sfoglio ieri sera, dopo il gioiello di Insigne, i pregi prevalgono sui difetti, come avevo ipotizzato. Una rivoluzione autentica, sporcata dall'inaudito endorsement del Fundador nei confronti di B. Un paradosso nella giornata che celebrava proprio Eugenio.




















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Ottavo commento arrivato sul blog (in risposta a Raimo):

Applausi a Raimo. Che cosa e di chi sia Repubblica è chiaro, a che cosa serva anche, che sia sempre stata così, beh, se ne può parlare.
Raimo parte dal presupposto (credo) che in Italia ci siano diverse destre (tra cui la destra liberale rappresentata dal nostro giornale) e una sola sinistra, presupposto che io condivido. Forse non è proprio il tema su questo blog, ma io condivido lo stesso.
Se invece non è il presupposto di Raimo, beh, mi scuso con Raimo e con chi mi legge. Secondo me però spiega tutto.

Marco

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Il luogo migliore dove leggere la Nuova Repubblica? A bordo di un treno dove comincia un nuovo viaggio. 

Giorgio C. su Twitter




















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Lo shock per la nuova prima pagina di Repubblica? Come quando la tua migliore amica dai capelli lunghi si presenta al mattino col più irriverente dei caschetti. Ma dentro, la Nuova Repubblica è ora un giornale pienamente europeo.

Simone Disegni su Twitter

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Firenze. Mi piace.

Simona via Twitter


























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Via su, dopo tanto tempo ho ricomprato Repubblica.

Feliciano B. via Whattsapp

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La Nuova Repubblica ha l'orizzonte largo e le notizie per fusi orari. What else?

Stefania a. su Twitter




















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Come nel 1976, mio padre sarebbe stato di fronte all'edicola alle 6 del mattino per sfogliare prima possibile la Nuova Repubblica. E gli sarebbe piaciuta moltissimo. Perché è davvero bella.

Cristina N. su Twitter

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Nono commento arrivato sul blog:

Appena l'ho acquistata, mi sono ritrovato un po' spaesato, come tutte le cose nuove d'altronde (mi era già successo a giugno con i nuovi "Corriere dello Sport" e "Tuttosport"). La prima pagina la trovo un po' fredda, la parte bianca sopra la testata si potrebbe riempire con una frase, un proverbio, oppure un collegamento ad un articolo interno. Le pagine interne sono ottime, trovo anche carini i vari simboli in prima pagina (lo stivale dell'Italia, la Mole, il Colosseo, i simboli meteo ecc.) Per me, la nuova "Repubblica" è anche più maneggevole della vecchia.

Andrea Caucci Molara

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Decimo commento arrivato sul blog:

Pazzo,
ma se accade un evento importante e richiede più di due pagine di spazio, la Quarta Pagina dove andrà?

Filocane

La Raimeide sulla Nuova Repubblica meritava un post a parte. Eccolo.

Dalla pagina Facebook di Christian Raimo:

Impressioni su Repubblica nuova.

1. Grafica straordinariamente migliore. Bravissimi Angelo Rinaldi, Francesco Franchi, Stefano Cipolla. 

2. Editoriale di Calabresi sul perché cambiare il giornale debole, banalotto, ma almeno chiaro su alcune - buone - caratteristiche che il giornale dovrebbe avere: più approfondimenti e commenti sulla carta, un po' una specie di Foglio di centrosinistra, ossia di destra, ossia il Foglio. Secondo me tra due anni arriva Cerasa alla direzione. 

Stile di Calabresi: 

"Perché ripensare il giornale? Perché è nel Dna di Repubblica". Ai miei studenti dico "ve prego non usate l'espressione è nel dna".

3. Scelta assurda di dedicare la copertina del primo numero a un'intervista al solito sdraiata a Rajoy da parte di Calabresi. Non una sola domanda sulla repressione violenta nei giorni del voto catalano, sull'incarceramento di indipendentisti, sull'eredità del franchismo, etc...
Rajoy - uno dei peggiori leader europei oggi - ne esce come Churchill se non come Mandela. 

4. Intervista ad Habermas sulla Germania, che detta un po' la linea politica del giornale da qui in poi: grandi coalizioni indipendentemente dai programmi. 

5. Il commento di Massimo Giannini. Anche qui pochi cambiamenti nello stile. Ci sono quei quattordici, quindici virgolettati in 2500 battute. Addirittura Giannini riesce a infilarne uno nel titolo: La "cinghia" fuori tempo e la lezione di Trentin. 

6. C'è un'intervista a Berlusconi. Che è la terza intervista del giornale NUOVO. Rajoy, Habermas e Berlusconi: il giornale nuovo... Comunque l'intervista a Berlusconi non è un'intervista ma è titolata "Colloquio". Berlusconi, scrive Carmelo Lo Papa, "è nel suo "ritiro" a Merano, nel centro benessere in cui è andato più volte quest'estate e accetta di parlare con Repubblica". Mmm... cioè non ho capito... in questo caso il ruolo del giornalista sarebbe sbobinare le confidenze che Berlusconi nella zona relax vicino alla sauna?....

7. Ottimi gli occhielli spiegoni, titolati "Di cosa stiamo parlando". 

8. Pagina dedicata al riassunto di quello che accade nel mondo. Molto molto buona. Sarà difficile farla bene tutti i giorni. Copiata praticamente a Internazionale, ma vabbè, che la facciano bene. 

9. Abbastanza bene il secondo sfoglio, cronaca e economia. Articoli interessanti, più da settimanale tipo Espresso o Venerdì, in alcuni casi sembra Pagina 99, anche se pezzi troppo corti. 

10. L'Amaca di Serra se ne va dalla prima pagina. Bene. 

11. Battaglie politiche del giornale trattate in due pezzi ciascuno - il tratto unitario è l'antisindacalismo: a) la Cgil fa male a fare il sindacato conflittuale, dovrebbe strisciare come gli altri (accuse di sudditanza nei confronti di Mdp, ripetute). Tutto politicismo, nessuna spiegazione nel merito delle ragioni di protesta. b) contro lo sciopero dei taxi: anche qui zero ragioni della protesta, solo ragioni dei clienti stufi. 

12. Ancora un pezzo di Vargas Llosa, credo che sia il dodicesimo di questi ultimi mesi su Repubblica. Il romanziere dice sempre la stessa cosa: no populismi, il che in genere vuol dire no sinistra. Attacco Chavez e Maduro per dire che il liberalismo europeo di destra è l'unica soluzione, e che il resto - Corbyn, Sanders, quella roba là, manco la intercetto. 

13. Pezzo sempre bellissimo di Emiliano Morreale, uno dei pochi collaboratori per cui vale la pena comprare Repubblica. 

14. Bel pezzo di Smargiassi sulle foto. Altro collaboratore bravo. 

15. Bell'intervista di Gigi Riva a Kareem Abdul-Jabbar.

Insomma per una lettura dello scenario politico che sembra quella del 1993 (l'intervista a Habermas potevo dare il le risposte), il giornale sembra un prodotto al passo con i tempi.

Nuova Repubblica: miscellanea di reazioni, commenti e feticismi - Parte prima

Sempre in attesa della recensione di MUDD, che arriverà presumibilmente nel pomeriggio.

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Intanto il marketing di Largo Fochetti ha pensato bene di creare un'hashtag sponsorizzato su Twitter.


























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Primo commento arrivato sul blog:

A me le pagine interne piacciono molto, dal carattere dei titoli, al font, all'impostazione grafica: da questo punto di vista ha migliorato anni luce rispetto al precedente restyling. Mi lascia un po' perplesso, invece, la prima pagina. Va bene la pulizia e l'essenzialità, ma potevano darle un po' più di colore, mi sembra troppo smorta, grigia. Magari anche mettendoci una foto in più (per esempio una striscia di notizie, sopra o sotto la testata, più visibile di quella che c'è adesso). E poi, parere personale, manca un "guizzo" - chiamiamolo così - per caratterizzare e distinguere la prima pagina rispetto ad altri giornali e come fanno gli altri giornali: del tipo, una vignetta, una frase-aforisma piazzata in qualche punto, un mini-editoriale che si possa leggere tutto in prima, com'era l'Amaca. Comunque, ripeto, al di là di questo (che non è certo secondario), promuovo a pieni voti lo sfoglio interno.
Però, possiamo dire una cosa? Ci hanno detto con enfasi "Via l'intestazione delle pagine sostituite con la banda verticale, via la tradizionale distinzione tra sezioni, poche foto, poca cronaca e più approfondimento"... eccetera... Alla fine il giornale è ancora diviso in sezioni fisse, come prima e come tutti i quotidiani (Primo piano, politica, cronaca, commenti, cultura, spettacoli, sport....). Aver tolto l'intestazione delle sezioni (anche se Cultura/Spettacoli e Sport potevano lasciarle) non mi pare un buon motivo per annunciare una rivoluzione che da questo punto di vista non c'è stata. Idem sul presunto "nuovo" modo di dare e di selezionare le notizie... E' sopratutto un bel restyling grafico.

alebigigher

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Feticismo consegnato al vostro FS dal suo edicolante di fiducia a Cernusco sul Naviglio.


























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Secondo commento arrivato sul blog:

Appena finito lo sfoglio.
Alcune opinioni sparse.
Il nuovo giornale mi sembra più austero e rigoroso, graficamente più freddo rispetto alla solita Repubblica.
Prima pagina ottima. Bella la pagina fusi orari con lo sguardo d'insieme sul mondo. Pagina Augias-Concita-Serra a parte rispetto alla doppia pagina dei commenti: molto bene. Belle Illustrazioni e infografiche. Il nuovo carattere è davvero più leggibile, mi aspettavo di trovare molto più bianco nelle pagine ma mi sembrano molto scritte.
Oggi numero assurdo di pagine quasi inaffrontabile, ma è il primo numero e ci sta.

Gabriele

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Nel frattempo sta cambiando anche la grafica del sito.


 























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Terzo commento arrivato sul blog:

La tanto sbandierata app REP è abbastanza una presa in giro. Intanto non è per nulla una app, ma solo un'estensione a pagamento del sito E costa pure ben 10 euro, oltre ad essere impossibile il suo acquisto sul play store di android come fa la concorrenza, anche in casa GEDI (Stampa).

Signor Marco

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Quarto commento arrivato sul blog:

Fanculo all'Eni: inquina e porta sfiga all'Italia.

GP (in riferimento all'unica pubblicità presente sulla prima pagina)

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Dopo qualche sfoglio mi sto abituando e il nuovo giornale mi piace un sacco. Sono sempre più convinto che la prima pagina sia fantastica. Ottima anche la grafica dei titoli interni. Belle le lettere in grande per le pagine speciali (la Q di quarta pagina, la T di terza pagina). Bella anche la scelta delle righe verticali per dividere le colonne delle interviste che permettono di distinguerle ancora meglio dagli articoli. 

(sempre) Gabriele

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Sul mio grande giornale c'è una piccola Mole.

Monica B. su Twitter





















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Oggi su Repubblica scienza e arte conditi da capacità di racconto e ottima illustrazione.

fabriziolab su Twitter

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Quinto commento arrivato sul blog:

Ciao “Pazzo”, premessa:

Scalfari che dichiara che tra Di Maio e Berlusconi voterebbe Silvio... già mi fa propendere il mio acquisto quotidiano (nel senso del giornale) verso il Corriere (dichiaratamente borghese, incline ai poteri forti , proprietà amica di Silvio ecc ecc) .

Detto ciò passo al giudizio sulla new Repubblica:

Sez Milano : negativa, poco coinvolgente e manca pagina su Lombardia (presente sul Corriere)

Sez Sport : positiva, tutto ok

Sez cultura e spettacoli: dispersiva con articoli vari non ben identificati

Sez Commenti: ottima, articoli ben visibili

Sez Economia: positiva

Sez Cronaca : positiva

Sez Mondo : giudizio da approfondire per il momento direi 50% e 50%

Sez Politica : vedi sez Mondo

Primo piano: ok

Il carattere adottato è - questo si- OTTIMO!!


Fabio G

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Sesto commento arrivato sul blog:

L'impatto non è stato positivo devo dire, anche l'edicolante se ne è accorto e mi ha detto "Bisognerà abituarsi".  Poi sfogliandola ammetto che è fruibile e leggibile. Anche l'Amaca mi pare posizionata bene. Prime impressioni.

Simona

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Anche le statistiche di PPR hanno risentito dell'effetto Nuova Repubblica.
 











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Settimo commento arrivato sul blog:

Estraendo il testo di un articolo si scoprono queste sorprese:

La spaccatura sindacals sulls psnsioni è lo spscchio dslla fass confusa chs sta attravsrsando l’Italia. Csrto, la Cgil ha tutto il diritto di distingusrsi da Cisl s Uil, così coms ha il diritto di andars in piazza all’inizio di dicsmbrs anchs da sola, ss ritisns chs la sua battaglia sia giusta nsl msrito. Eppurs, di fronts alls concsssioni tutt’altro chs marginali di Gsntiloni, è difficils non psnsars chs ci siano anchs altrs ragioni al fondo dslla posizions intransigsnts assunta dal sindacato un tsmpo lsgato al Pci.
Si è stabilita di fatto — s non c’è da stupirsi — una convsrgsnza di intsrsssi fra la Cgil s la sinistra-sinistra riunita intorno al bsrsaniano Mdp-Articolo 1.
Non è una convsrgsnza tra soggstti forti, bsnsì tra rslativs dsbolszzs chs si puntsllano a vicsnda, concordi soprattutto su un punto: non lasciarsi risucchiars dalla stratsgia rsnziana chs tsnds a cancsllars s riassorbirs, in vista dslls slszioni, tutto ciò chs si trova alla sua sinistra. È una prsssions già cominciata s chs si annuncia via via più pssants — è facils immaginarlo — mano mano chs ci avvicinsrsmo al prossimo marzo, il msss prsvisto psr andars alls urns.

Roba da matti.
Leone Zanchi

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Infine un colorito agglomerato di pensieri tratte da Facebook.


Il Post arriva sempre primo. Due volte.

Il Post, la testata digitale di Luca Sofri, è stato tra i primi siti, se non il primo, a pubblicare un articolo sulla nascita della Nuova Repubblica, con tanto di foto. Chapeau.

Il quotidiano Repubblica esce oggi in una versione molto rinnovata, soprattutto graficamente. Il restyling era stato annunciato da alcune settimane, e presentato ai lettori con un’intensa serie di pagine promozionali: oggi lo spiega il direttore in un editoriale. È un grosso cambiamento grafico – che rende le pagine più pulite e raffinate, più simili ad alcuni quotidiani europei, forse di meno impatto immediato – ma anche un parziale ripensamento sulla distribuzione dei contenuti e un tentativo di maggiore distinzione tra le notizie e gli articoli più “freddi” o originali. E che vuole separare anche maggiormente gli articoli della versione di carta da quelli del sito, attraverso una web app a pagamento, “Rep“.

Nuova Repubblica, l'editoriale del Diretùr.


Perché ripensare un giornale, perché cambiarlo profondamente? Perché lo avete chiesto voi lettori, perché ce lo chiede ogni giorno il tempo che viviamo e perché è nel Dna di Repubblica.

Sono anni che si discute su come debbano evolversi i giornali, sul rapporto tra la carta e il digitale, sulla necessità e sul senso di un quotidiano oggi. Sono anni che annoto tutto quello che cambia e rifletto sulle risposte. Da 18 mesi qui a Repubblica abbiamo aperto un cantiere di ascolto e di riflessione, con gruppi di discussione, indagini demoscopiche e interviste ai lettori. Volevamo andare alla radice, capire che cosa trasformare e mettere a fuoco gli obiettivi. Tornare a essere competitivi nella partita per il tempo e l'attenzione, sapendo che oggi i nostri principali concorrenti non sono più tanto gli altri giornali ma quei mille stimoli che riempiono ogni minuto libero delle persone, dalle televisioni tematiche ai social network, dai corsi di yoga a quelli di cucina, dai festival ai documentari fino all'oggetto che ha rapito le nostre vite: lo smartphone. Il vagone di un treno, la sala d'attesa di un dentista, le panchine di un parco, ogni bar o marciapiede, una spiaggia d'estate e le nostre case ne sono la dimostrazione, il telefono ha vinto la battaglia dell'attenzione e veicola istantaneamente grandi quantità di informazione.

Come rispondere? Il risultato lo avete tra le mani. Il nostro obiettivo è darvi ogni giorno qualcosa di necessario e funzionale.


Il resto è qui.

Un assaggio della Nuova Repubblica, ma non abbuffatevi.

E, soprattutto, andate in edicola a comprarla.

Che oggi ne vale davvero la pena.






Eccola. È bellissima, pesa tre chili e otto e sta benissimo.
La mamma pure.

Eccola qui la prima prima pagina della Nuova Repubblica.

Godetevela, in attesa della recensione di MUDD, che stanotte ha dormito davanti all'edicola per portarsi avanti.

Pubblichiamo anche l'ultimissima ecografia.

Grazie a tutti, stamattina sarà un delirio, tra telegrammi e mazzi di fiori.

Saremo più lucidi tra qualche ora.

FS



martedì 21 novembre 2017

Nuova Repubblica: gli ultimi feticismi prima della rivoluzione.

Nell'ordine: il dialogo tra Sergio Mattarella e Mario Calabresi durante la presentazione al Quirinale, l'anteprima del dorso partenopeo (grazie a Giovanni Marino), e la redazione di cronaca alla chiusura del primo numero.

In bocca al lupo.



Nuova Repubblica: così, a caldo. Ma proprio a caldo.

Dal nostro inviato alla Nuvola di Fuksas

Non ho visto traccia di vignette, l'Amaca torna all'interno ma in colonna, lettere al minimo storico, Augias e Concita ridimensionati (in pagina unica tutti), nel senso di meno appariscenti. Di cosa si parla non c'è, perchè si moltiplica in un certo senso nella doppia pagina dedicata al mondo che ogni giorno, sul planisfero, avrà pezzi di 240 caratteri, firmati, su episodi significativi accaduti nell'orbe terracqueo. Il Ratto potrebbe scomparire e il punto di Folli non si sa. Ridotti a mezza pagina i titoli di borsa, per lasciare più spazio alle notizie brevi. Doppia pagina di analisi e commenti (che ricorda molto quella del Corsera come impostazione, intendo). Purtroppo pagina programmi tv (sembrerebbero meno incasinati) e Dipo sempre nello stesso spazio. Le pagine della Cultura riprende la sostanza di Robinson, per esempio nelle recensioni.

Questo ho potuto capire dalla presentazione live.

Ah, l'app Rep sembra adeguata, ma preparate la carta di credito ha raccomandato Massimo Russo. Il prezzo di un caffè ogni tre giorni (quindi 9 euro mensili?)
Comunque si trattava, ovviamente, dell'ultimo numero zero che però indica la tendenza (temo per lo sport). 

Frank






Nuova Repubblica: feticismi del giorno prima (aggiornamento continuo).

(Questo post è in continuo aggiornamento, ricaricate la pagina).

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Sulla pagina Facebook di Andrea Iannuzzi, Managing editor di GEDI, abbiamo scovato un'anteprima dell'interfaccia della nuova app Rep.


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A proposito di quanto svelato qui, ecco un commento a caldo di Occam:

Quel fotone con quel titolo in Bodoni – pardon, Eugenio – su una sola riga mi ha ricordato, d'impatto, la prima di Pagina99 (RIP, purtroppo), mancava solo che fosse tutto minuscolo... Ma magari mi sbaglio e in ogni caso nel book ci saranno sicuramente altri master con titolo a due o tre righe e foto più piccola: in un certo senso un po' lo spero, visto che, peraltro, la maxi-foto non è assolutamente una novità, al giorno d'oggi. Intrigante, invece, la colonna destra che mi ricorda la T&C dei siti. In ogni caso curiosità a mille per domattina, davvero.

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Lia Celi, sul sito lettera43, ha scritto cosa ne pensa della scelta di chiamare Eugenio il nuovo font di Repubblica.


E a un certo punto del suo pezzo, la Celi si domanda: "Ma aspettiamoci che anche Eugenio faccia presto scuola, e che ad ogni restyling di quotidiano l’elenco dei font si arricchisca di nuove denominazioni: il Marco per il Fatto quotidiano, il Vittorio per Libero, il Giuliano per il Foglio. Saranno sicuramente dei bei caratterini."

Detto, fatto. (Andrea's Version di oggi sul Foglio)



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Mesdames et messieurs, le fétichisme


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Fioccano considerazioni e domande su Twitter.

Commentate pure voi con l'hashtag #nuovaRepubblica.



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Frank ci regala altre due o tre interessanti considerazioni:

Ridurre drasticamente i refusi, per dire. E, se possibile, evitare quelle automarkette che risultano - secondo me - prive di dignità. Auspicabile una riduzione di foliazione e, nell'occasione, almeno fornire info sull'accessibilità all'archivio (che esiste, ovvio) e che, per la giovane età della Nostra, non dovrebbe neppure richiedere molto impegno. Certo non paragonabile a Corsera (che sbarcherà a Torino il 24) e Stampa (famiglia GEDI, ma con archivio incorporato).

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Ancora Frank, un vulcano:

Ne butto lì un'altra, vale a dire un "problema" che si porrà se la Nuova Repubblica è come immagino: in fase di personale archiviazione (mia e di altri feticisti) sarà difficile eliminare le pagine prive d'interesse. Tipico "problema feticistico". Come risolverlo?

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Anche a me non piace tutto quel bianco sopra intorno alla testata. Credo anche che ci sia una riduzione del formato. Dalle immagini in anteprima ci sembra essere una bella pulizia grafica. L'attesa aumenta, il feticismo lievita.

filocane

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E le infografiche, oltre che ad essere non firmate, avranno ancora questo stile?

FS



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Non credo ci sarà una riduzione di formato. Ormai il "berliner" è un formato assodato da tutti i nostri quotidiani e cambiarlo vuol dire anche cambiare rotative con relativi costi. Da quel poco che si vede, sembra però che ci saranno poche notizie in prima (con un unico fotone).
La banda azzurra verticale che si vede a destra (a proposito, carina la data scritta in quel modo) è probabilmente quella che apparirà in tutte le pagine interne....
Sì, anche io ritengo che ci sia troppo bianco attorno alla testata: se fosse stata leggermente più grande per me avrebbe giovato.
PS: Cambiando anche la testata non bisognerà anche cambiare quella del blog di "Pazzo Per Repubblica"?

alebigigher

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Avrei dato un ben più caloroso benvenuto alla Nuova Repubblica se il suo condirettore Tommaso Cerno non avesse usato piuttostoche nel senso di "oppure" nel suo articolo di oggi.Tristezza.

Maria Cristina Tubaro su Facebook

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Nuova Repubblica: la markettona del Presidente.

Riportiamo da repubblica.it:

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella accoglie il direttore di Repubblica Mario Calabresi per leggere in anteprima il nostro quotidiano in uscita da mercoledì 22 novembre con una veste grafica tutta nuova. "E' più coinvolgente e più accogliente - osserva Mattarella - belle le foto, più comoda la lettura. Tutti i particolari sono studiati in maniera scientifica". Alla presentazione al Quirinale: l'ad del gruppo editoriale Gedi Monica Mondardini, il condirettore di Repubblica Tommaso Cerno, il direttore generale Gedi Digital Massimo Russo, il direttore generale della Divisione stampa nazionale Corrado Corradi.

Grande Sergione. Qui il filmato.









Feticismi Supremi: omaggio alla mitica Federica Angeli.

L'impegno, la passione, la professionalità ed il sacrificio di Federica Angeli oggi sulle pagine nazionali del quotidiano Il Piccolo di Trieste.

(ringraziamo Luca Perrino per la segnalazione)


Feticismi cartacei: da domani il nuovo abito confezionato dalla rinomata sartoria Rinaldi&Franchi.

Tutto, oggi, ha il sapore dell'ultima volta.

Nel senso che tutto ciò che vediamo e leggiamo oggi, lo vediamo e lo leggiamo con indosso il vecchio vestito di Largo Fochetti, che da domani sarà sostituito con un nuovo abito in stile bodoniano, confezionato dalla rinomata sartoria Rinaldi&Franchi.

Nell'ordine: l'Amaca di Serra, le vignette di ellekappa e Bucchi, le rubriche Il Punto di Folli, Invece Concita della De Gregorio, La Posta di Augias, Di cosa si parla a..., Il Ratto d'Europa di Massimo Riva e il Canal Grande del Dipo Dipollina nella loro ultima apparizione con il vecchio abito.

Ma la domanda (feroce) è d'obbligo: queste rubriche sopravviveranno tutte alla (seconda) rivoluzione di Marione?













E le infografiche, oltre che ad essere non firmate, avranno ancora questo stile?




E le Brevine saranno ancora illeggibili? Crediamo proprio di no.



E i programmi TV saranno ancora così incasinati?




E le previsioni del tempo conserveranno questa pulizia?



Chi vivrà (ancora un giorno) vedrà.